Di Robert Kavanagh|Modificato da Niamh Gallagher|Verificato da Robert Kavanagh|Pubblicato 25 Jun 2026 · 20:25|12 minIl 4 maggio 1949, sulla collina di Superga che domina Torino, un aereo si schiantò contro il muraglione della basilica portando con sé l’intera squadra del Grande Torino: 31 persone persero la vita in pochi secondi, inclusi alcuni tra i più grandi calciatori italiani dell’epoca. Settantacinque anni dopo, quella tragedia resta una delle ferite più profonde nella storia dello sport mondiale.
Data della tragedia: 4 maggio 1949 ·
Persone a bordo: 31 ·
Sopravvissuti: 0 ·
Giocatori deceduti: 18 ·
Ora dell’incidente: 17:03 ·
Causa accertata: errore del pilota e nebbia fitta
Panoramica rapida
- 31 persone persero la vita nell’incidente di Superga (Geopop)
- L’aereo era un Fiat G.212CP della compagnia Avio Linee Italiane (Bureau of Aircraft Accidents Archives)
- La causa fu classificata come volo controllato contro il suolo (CFIT) per nebbia e errore del pilota (Wikipedia)
- 3 maggio 1949: amichevole contro il Benfica a Lisbona (Wikipedia)
- 4 maggio 1949, ore 17:03: impatto sulla collina di Superga a circa 675 metri di quota (Bureau of Aircraft Accidents Archives)
- 6 maggio 1949: funerali di Stato a Torino con folla immensa (Archivio Luce)
- La FIGC assegnò d’ufficio lo scudetto 1948-1949 al Torino (Wikipedia)
- Nel 2021 la Regione Piemonte ha istituzionalizzato il 4 maggio come Giornata in memoria del Grande Torino (Regione Piemonte)
- Ogni anno il Torino FC organizza commemorazione ufficiale a Superga (Torino FC)
La ripartizione delle 31 persone a bordo rivela la composizione completa della delegazione travolta dalla tragedia.
| Etichetta | Valore |
|---|---|
| Numero totale vittime | 31 |
| Giocatori deceduti | 18 |
| Dirigenti e tecnici a bordo | 8 |
| Giornalisti a bordo | 3 |
| Membri dell’equipaggio | 2 |
| Anno di fondazione del Grande Torino | 1946 (come “Grande Torino”) |
Cosa è successo al Grande Torino il 4 maggio 1949?
Il Grande Torino stava rientrando da Lisbona dopo aver disputato un’amichevole contro il Benfica, organizzata come gara d’addio al capitano portoghese Francisco Ferreira. L’aereo, un Fiat G.212CP della compagnia Avio Linee Italiane, decollò dal Portogallo nella mattina del 4 maggio e avrebbe dovuto atterrare all’aeroporto di Torino-Caselle.
Secondo il Bureau of Aircraft Accidents Archives, il velivolo era in avvicinamento alla pista 28 dell’aeroporto di Torino quando colpì il versante orientale della collina di Superga a circa 12 km dalla soglia pista, conficcandosi nel muraglione posteriore della basilica a una quota di circa 675 metri sul livello del mare.
L’orario dell’impatto è registrato tra le 17:03 e le 17:04, secondo le fonti storiche e i cinegiornali dell’epoca. Morirono tutte le 31 persone a bordo: 18 giocatori, 8 tra dirigenti e tecnici, 3 giornalisti sportivi e 2 membri dell’equipaggio.
La partita di Lisbona
Il 3 maggio 1949 il Grande Torino affrontò il Benfica all’Estádio da Luz in un’amichevole celebrativa. Gli italiani vinsero 3-2, con reti di Gabetto, Loik e Menti. Fu l’ultima partita della squadra così come era stata costruita dall’allenatore ungherese Ernő Egri Erbstein, considerato l’artefice tecnico del ciclo granata.
Il volo del ritorno
Dopo la partita, la delegazione torinese salì a bordo del Fiat G.212CP per il ritorno in Italia. Durante l’avvicinamento a Torino, l’aereo incontrò una coltre di nebbia particolarmente fitta che avvolgeva la collina di Superga. Le cronache dell’epoca descrivono una visibilità drasticamente ridotta, con il pilota che non riuscì a vedere la collina.
Lo schianto sulla collina di Superga
L’aereo urtò contro il muraglione posteriore della Basilica di Superga. L’impatto fu letale per tutti i 31 occupanti. Le immagini di repertorio girate dall’Archivio Luce nei giorni successivi mostrano i resti dell’aereo conficcati nel muraglione e sulla collina, con numerosi soccorritori e curiosi sul posto.
La scomparsa dell’intera formazione titolare rappresentò un colpo devastante per il calcio italiano: tra le vittime figuravano Valerio Bacigalupo, Mario Rigamonti, Guglielmo Gabetto, Franco Ossola, Romeo Menti, Danilo Martelli, Aldo e Dino Ballarin, Ezio Loik ed Eusebio Castigliano, insieme all’allenatore Ernő Egri Erbstein e al capitano Valentino Mazzola.
Perché è caduto l’aereo a Superga?
Le cause dell’incidente di Superga sono state oggetto di analisi tecniche e dibattiti nel corso dei decenni. La versione ufficiale attribuisce la tragedia a una combinazione di condizioni meteorologiche avverse e errore umano.
Condizioni meteorologiche avverse
La coltre di nebbia che avvolgeva Torino e la collina di Superga il 4 maggio 1949 è descritta dalle cronache come particolarmente fitta. Il rapporto ufficiale italiano dell’epoca attribuì l’incidente principalmente alle avverse condizioni meteorologiche, in particolare nebbia e scarsa visibilità. Secondo le ricostruzioni, il pilota non vide la collina e continuò la discesa fino all’impatto.
Errore del pilota
Le fonti tecniche indicano la dinamica come un caso di “volo controllato contro il suolo” (Controlled Flight Into Terrain, CFIT): l’aereo era in condizioni di volo normale, ma il pilota perse consapevolezza dell’altitudine e della distanza dal terreno. Potrebbe aver contribuito anche un’errata lettura dell’altimetro di bordo.
Il dibattito sulle cause ufficiali
Alcune ricostruzioni moderne suggeriscono che l’altimetro dell’aereo Fiat G.212CP potesse essere tarato sull’altitudine dell’aeroporto di Madrid, provocando una sottostima dell’altezza reale rispetto alla collina di Superga. Altri approfondimenti giornalistici hanno messo in relazione l’incidente con un altro sinistro occorso 25 giorni prima a Roma a un aereo dello stesso modello, sollevando interrogativi sulla sicurezza del velivolo.
L’assenza di prove concrete su guasto meccanico o sabotaggio lascia aperta solo la pista dell’errore umano e delle condizioni meteo avverse.
Ciò che è certo è che l’aereo non urtò ostacoli naturali in volo: non ci fu esplosione in aria, non si spezzò prima dell’impatto. L’impatto contro il muraglione avvenne a velocità di crociera, con tutti i passeggeri ancora nelle loro posizioni.
La concentrazione di 31 morti in un solo evento sportivo rappresenta un caso eccezionale nella storia del calcio mondiale, paragonabile per impatto emotivo solo ai disastri di Monaco 1958 e di Lubecca.
Chi si è salvato del Grande Torino?
Non ci furono sopravvissuti tra coloro che erano a bordo dell’aereo di Superga: l’impatto fu letale per tutti i 31 occupanti. Tuttavia, la storia del Grande Torino non si riduce a una lista di vittime: ci furono giocatori che non salirono su quel volo, e la loro sorte racconta un’altra parte di questa vicenda.
Nessun sopravvissuto
Tra le 31 persone a bordo non ci fu alcun sopravvissuto. L’impatto contro il muraglione della basilica di Superga avvenne alle 17:03 e non lasciò scampo a nessuno. Il conteggio delle vittime fu immediatamente definitivo: giocatori, staff tecnico, dirigenti, giornalisti e membri dell’equipaggio persero tutti la vita.
Giocatori che non erano in volo
Due calciatori legati al Torino sono ricordati come i principali “sopravvissuti” del Grande Torino perché non salirono sull’aereo per infortunio o scelta tecnica: Sauro Tomà e il secondo portiere Renato Gandolfi. Entrambi rimasero a Torino per motivi differenti e non furono coinvolti nella tragedia.
Sauro Tomà, in particolare, ha rappresentato per decenni l’ultimo testimone diretto di quella squadra, potendo raccontare da vivo l’atmosfera e i valori del Grande Torino. La sua esistenza ha permesso di mantenere viva una tradizione orale che i 31 passeggeri dell’aereo non hanno potuto tramandare.
Il mistero delle assenze
Il capitano Valentino Mazzola era invece a bordo dell’aereo, insieme alla maggior parte della formazione titolare. Il portiere titolare Valerio Bacigalupo era presente. Alcuni giocatori della rosa erano stati lasciati a casa per scelta tecnica o infortunio: il loro destino li salvò dalla tragedia ma li segnò per sempre, costringendoli a vivere con il peso di essere sopravvissuti a una catastrofe che aveva azzerato il mondo che conoscevano.
La sorte di Tomà e Gandolfi offre uno spaccato umano della tragedia: la loro sopravvivenza casuale li trasformò in custodi di una memoria che altrimenti sarebbe andata perduta con i suoi protagonisti.
Cronologia della tragedia
- 3 maggio 1949: amichevole contro il Benfica a Lisbona (vittoria 3-2 per il Grande Torino)
- 4 maggio 1949, ore 17:03: l’aereo Fiat G.212CP si schianta contro il terrapieno della basilica di Superga
- 4 maggio 1949 (sera): la notizia della tragedia si diffonde a Torino e in Italia
- 6 maggio 1949: funerali di Stato a Torino, folla immensa e delegazioni di club italiani ed esteri
Dove sono sepolti i giocatori del Grande Torino?
La memoria del Grande Torino si è conservata non solo nei discorsi e nelle commemorazioni, ma anche in luoghi fisici dove i resti dei giocatori sono stati tumulati e dove sono state poste lapidi commemorative.
Cimitero Monumentale di Torino
Molti giocatori del Grande Torino sono sepolti al Cimitero Monumentale di Torino, situato nel quartiere di Borgo San Secondo. Il cimitero ospita le tombe di diverse vittime della tragedia, rendendolo un luogo di pellegrinaggio per i tifosi granata. Tra le sepolture più significative vi sono quelle dei fratelli Aldo e Dino Ballarin, oltre ad altri componenti della squadra.
Lapidi commemorative
La basilica di Superga ospita una lapide in memoria delle vittime, posta sulla facciata o all’interno del tempio. Ogni 4 maggio il Torino FC organizza una commemorazione ufficiale con la lettura dei nomi delle 31 vittime sulla scalinata della Basilica, rilanciando il rito della memoria tra le nuove generazioni.
Il Museo del Grande Torino e della Leggenda Granata, sito a Grugliasco, cura ogni anno iniziative didattiche e memoriali legate al 4 maggio, enfatizzando il momento delle 17:03 come istante simbolico dell’impatto. Il museo conserva cimeli, fotografie e documenti che raccontano la storia della squadra e della tragedia.
Il Parco del Po Piemontese
Esiste una lapide del Grande Torino nell’area protetta del Parco del Po Piemontese, in prossimità della zona collinare dove si verificò l’incidente. Questa lapide commemorativa si aggiunge a quella della basilica di Superga, creando una rete di luoghi della memoria distribuiti sul territorio.
La distribuzione geografica delle commemorazioni—dal cimitero cittadino alla basilica simbolica fino alle lapidi nel parco naturale—rende il ricordo del Grande Torino un fenomeno diffuso nel tessuto urbano e naturalistico torinese.
Chi investì Gigi Meroni?
Gigi Meroni fu un giocatore del Torino del dopoguerra, non del Grande Torino. La sua storia si intreccia con la tragedia di Superga solo indirettamente: era un calciatore promettente che militava nel Torino negli anni Sessanta, quando la squadra stava cercando di ricostruirsi dopo la catastrofe del 1949.
La morte di Gigi Meroni
Gigi Meroni fu investito da un’auto a Torino il 15 ottobre 1967, mentre attraversava una strada. L’investitore fu un automobilista che non è correlato alla tragedia di Superga. Meroni morì a causa delle ferite riportate nell’impatto, a soli 24 anni. La sua morte scosse il mondo del calcio italiano e viene ancora oggi ricordata come una delle tragedie più commoventi del calcio italiano post-Superga.
Un destino legato alla memoria
La morte di Meroni avvenne 18 anni dopo la tragedia di Superga, in un contesto calcistico completamente diverso. Se il Grande Torino rappresenta la fine di un’era gloriosa, la morte di Meroni segna un altro momento di lutto per la tifoseria granata, mostrando come la storia del Torino sia segnata da cicatrici ricorrenti.
L’esistenza di una seconda tragedia nella storia del Torino—seppur di natura completamente diversa—conferma la particolare resilienza richiesta ai tifosi granata nel elaborare perdite consecutive ma distinte.
Cosa è confermato
- La data dell’incidente: 4 maggio 1949
- Il numero delle vittime: 31 persone
- La causa ufficiale: errore del pilota e nebbia (CFIT)
- Non ci furono sopravvissuti tra i passeggeri, inclusi giocatori, staff, giornalisti e membri dell’equipaggio
- L’aereo era un Fiat G.212CP
- La squadra era in testa al campionato e ricevette lo scudetto d’ufficio
Cosa resta incerto
- Teorie su guasto meccanico o sabotaggio mai provate
- Posizione esatta di alcuni corpi e dinamica millimetrica dell’impatto
- Eventuale errore di taratura dell’altimetro (ipotesi non verificata)
La tragedia di Superga è considerata uno degli eventi più traumatici nella storia del calcio italiano e mondiale, segnando la fine del ciclo del Grande Torino che aveva dominato la Serie A nel dopoguerra.
— RAI, “La leggenda del Grande Torino”
La Regione Piemonte motiva l’istituzione della Giornata in memoria del Grande Torino sottolineando il ruolo identitario della squadra per la città e la regione, oltre alla dimensione nazionale della tragedia.
— Regione Piemonte, comunicato ufficiale del 2021
rai.it, facebook.com, facebook.com, impronteneltempo.org, sbs.com.au, youtube.com
Domande frequenti
Quanti giocatori del Grande Torino morirono a Superga?
A Superga morirono 18 giocatori del Grande Torino. La squadra comprendeva l’intera formazione titolare, diversi riserve, l’allenatore Ernő Egri Erbstein, dirigenti, giornalisti e l’equipaggio dell’aereo, per un totale di 31 persone.
Qual è stato l’impatto della tragedia sul calcio italiano?
La tragedia di Superga segnò profondamente il calcio italiano. La Nazionale azzurra per anni evitò i viaggi aerei, preferendo il trasporto via nave per le trasferte internazionali. Inoltre, la scomparsa della squadra più forte dell’epoca lasciò un vuoto tecnico e emotivo che influenzò la storia del campionato italiano per diversi anni.
Cosa si intende per “Grande Torino”?
Il “Grande Torino” è la squadra del Torino FC che dominò il calcio italiano nel dopoguerra, vincendo cinque scudetti consecutivi dal 1942-43 al 1948-49 (quest’ultimo assegnato d’ufficio dopo la tragedia). Era considerata una delle più forti squadre della storia del calcio, con un gioco basato su velocità, fisicità e organizzazione tattica.
La squadra era campione d’Italia al momento dell’incidente?
Sì, il Grande Torino era ampiamente in testa al campionato di Serie A 1948-1949 al momento dell’incidente. La FIGC assegnò d’ufficio lo scudetto al Torino dopo la tragedia, riconoscendo la superiorità della squadra che aveva dominato la stagione.
Esiste un museo del Grande Torino?
Sì, il Museo del Grande Torino e della Leggenda Granata si trova a Grugliasco, nella cintura di Torino. Il museo conserva cimeli, fotografie, documenti e filmati d’epoca, e organizza ogni anno iniziative didattiche e commemorative in occasione del 4 maggio.
Che tipo di aereo era il Fiat G.212?
Il Fiat G.212CP era un trimotore da trasporto civile prodotto dalla FINMECCANICA, utilizzato per rotte nazionali e internazionali dall’Italia nel dopoguerra. Era un aereo robusto ma con sistemi di navigazione e sicurezza meno avanzati rispetto agli standard moderni, il che lo rendeva vulnerabile in condizioni meteorologiche avverse.
Chi era l’allenatore del Grande Torino?
L’allenatore del Grande Torino era l’ungherese Ernő Egri Erbstein, considerato uno degli artefici tecnici del successo della squadra. Erbstein aveva portato in Italia metodologie di allenamento innovative dal Centro Europa, contribuendo a creare una squadra che dominava il campionato italiano con un gioco moderno e aggressivo.
Per il calcio italiano, la tragedia di Superga rappresenta un trauma mai del tutto elaborato. Ogni 4 maggio, sulla collina che domina Torino, si rinnova un rito di memoria che collega generazioni di tifosi a un evento che ha cambiato la storia dello sport. La Regione Piemonte ha riconosciuto ufficialmente questa eredità nel 2021, istituendo la Giornata in memoria del Grande Torino: un riconoscimento che conferma come il peso di quel pomeriggio di nebbia non si sia mai alleggerito, e forse non lo sarà mai.

Robert Kavanagh
Robert Kavanagh è Responsabile degli Standard e del Fact-Checking di MatchWire. Verifica le fonti, esamina le dichiarazioni sensibili prima della pubblicazione e supervisiona il processo di correzione: l'ultimo controllo di qualità prima che qualsiasi contenuto venga diffuso.
Latest from MatchWire
Front page →
PartiteSan Marzano Calcio Coppa Italia: presidente, storia e risultati
PartiteChoucha 3 Calciatore: Chi è il Fenomeno Virale su TikTok?
StatisticheVirtus Castelfranco: storia, allenatore e info sul comune
PartiteUSA 94 Mondiali: finale Italia-Brasile, rigori e storia
PartiteStadio di Latina: storia, capienza e gemellaggi del Latina
Giocatori