Di Tom Caldwell|Modificato da Declan Moriarty|Verificato da Aoife Brennan|Pubblicato 12 Jul 2026 · 12:28|12 minQuel 26 giugno 2011, mentre il River Plate perdeva lo spareggio contro il Belgrano e sprofondava in Segunda División per la prima volta in 110 anni, la voce rotta di Stefano Borghi in telecronaca trasformò un tracollo sportivo argentino in un frammento di memoria collettiva italiana.
Retrocessione del River Plate: Primera B Nacional, 2011 ·
Data dello spareggio: 26 giugno 2011 ·
Risultato complessivo: 3-1 per Belgrano ·
Frase iconica: “Non c’è più niente da dire”
Panoramica rapida
- Prima retrocessione nella storia del River Plate il 26 giugno 2011. (Wikipedia)
- Stefano Borghi pronunciò la frase durante la telecronaca. (Cronache di Spogliatoio)
- Roberto Pereyra era titolare in entrambe le partite contro il Belgrano. (ESPN Deportes)
- La reazione esatta di Pereyra in campo dopo il triplice fischio.
- Dettagli precisi sull’orario del gol di Farré (62° minuto circa).
- River Plate tornò in Primera División il 5 agosto 2012. (Wikipedia)
- Da allora non è più retrocesso, vincendo titoli nazionali e continentali. (Wikipedia)
La tabella seguente raccoglie i dati essenziali del club e dell’evento storico.
| Dato | Valore |
|---|---|
| Nome ufficiale | Club Atlético River Plate |
| Fondazione | 1901 |
| Soprannome | El Millonario |
| Retrocessione | 26 giugno 2011 – Primera B Nacional |
| Risultato spareggio | 3-1 per Belgrano (0-2 + 1-1) |
| Promozione | 23 giugno 2012 |
| Presidente nel 2011 | Daniel Passarella |
| Allenatore nel 2011 | Juan José López |
Come viene chiamato il River Plate?
Il River Plate risponde a diversi soprannomi, ma El Millonario è senza dubbio il più celebre. Il soprannome nacque negli anni Trenta, quando il club spese cifre record per acquistare giocatori, guadagnandosi la reputazione di formazione più ricca del continente. Altre denominazioni includono La Banda, legata alle strisce bianche della maglia, e più raramente Los Millonarios, versione estesa del soprannome principale.
Perché si chiama El Millonario?
Il nome El Millonario arrivò dopo un investimento massiccio nel 1931, quando il club pagò cifre che in quell’epoca sembravano astronomiche per un calciatore. La traduzione letterale del nome del club, River Plate, è “Fiume della Plata” – riferimento al Rio de la Plata, il grande estuario che bagna Buenos Aires. Il club fu fondato nel 1901 da operai anglo-argentini che giocavano vicino alla riva del fiume.
Qual è il soprannome più comune del River Plate?
El Millonario rimane il soprannome dominante, usato da tifosi, media e persino nelle trasmissioni ufficiali. La Banda viene impiegato in contesti più tecnici o tra gli appassionati che si riferiscono alle caratteristiche distintive della maglia.
El Millonario non è solo un nome: racconta l’identità di un club che ha sempre vissuto all’ombra del grande investimento, tra vittorie monumentali e, nel 2011, una caduta altrettanto storica.
Il River Plate è retrocesso?
Sì, il River Plate è retrocesso esattamente il 26 giugno 2011. Fu la prima volta in 110 anni di storia che il club scese dalla massima divisione argentina. Quel giorno, allo stadio Monumental di Buenos Aires, il River perse lo spareggio promozione-retrocessione contro il Belgrano di Córdoba, cedendo 3-1 nel punteggio complessivo dopo un pareggio 1-1 nella partita di ritorno.
In che anno il River Plate è andato in Serie B?
Il River Plate scese in Segunda División argentina nel 2011. In Italia si usa l’espressione “Serie B”, ma la categorizzazione argentina prevede la Primera B Nacional come equivalente della nostra Serie B. La permanenza durò appena una stagione: il club riconquistò la Primera División vincendo il campionato di Prima B Nacional 2011-12 il 23 giugno 2012, battendo l’Almirante Brown 2-0. La prima partita nella massima serie dopo il ritorno fu il 5 agosto 2012, nell’anticipo del campionato 2012-13.
Cosa significa la retrocessione per il club?
La retrocessione del 2011 significò un tracollo sportivo, economico e sociale. Secondo ESPN Deportes, il 26 giugno 2011 fu descritto come “il momento più critico e triste dei 115 anni di storia” del club. I giocatori rimasero a lungo in campo dopo il triplice fischio, molti in lacrime, incluso il portiere Juan Pablo Carrizo. La sconfitta 0-2 dell’andata a Córdoba si rivelò insormontabile nonostante la vittoria iniziale di Mariano Pavone al 6° minuto della partita di ritorno.
La retrocessione avvenne sotto la guida del presidente Daniel Passarella e dell’allenatore Juan José López, in una stagione dove il club pagò una media punti insufficiente costruita su due anni di risultati deludenti che precedettero il 2010-11.
Chi è il Tucumano Pereyra?
Roberto Pereyra, soprannominato “Tucumano” per la sua origine dalla provincia argentina di Tucumán, era un giovane centrocampista titolare del River Plate durante la retrocessione del 2011. All’epoca aveva appena 18-19 anni e si trovò catapultato nel momento più buio della storia del club. Secondo ESPN Deportes, Pereyra fu titolare sia nella partita di andata sia in quella di ritorno dello spareggio contro il Belgrano.
Il Tucumano Pereyra è un calciatore?
Sì, Roberto Pereyra è un calciatore professionista. La sua carriera non si è conclusa con quel giorno terribile: dopo il passaggio al professionismo in Argentina, ha giocato in Europa vestendo le maglie di Udinese, Juventus, Watford e attualmente quella del Feyenoord. Non era un giornalista, come potrebbe suggerire l’espressione italiana “piange anche il Tucumano Pereyra” – era un giocatore in campo, non un commentatore televisivo.
Perché piange il Tucumano Pereyra?
Pereyra piangeva perché viveva in prima persona la retrocessione. Molti giocatori del River in quella rosa erano giovanissimi, e secondo Cronache di Spogliatoio, “per Pereyra quel giorno fu un disastro” – un ragazzo di provincia catapultato nell’abisso di un club da record negativo. Le immagini dei giocatori in lacrime circolarono su tutti i media argentini e, attraverso la telecronaca di Stefano Borghi, entrarono nell’immaginario italiano.
Quali squadre sono gemellate con il River Plate?
Il River Plate ha diversi gemellaggi nel calcio sudamericano, il più famoso dei quali è quello con il Torino Football Club italiano. Questo legame nacque dalla profonda stima reciproca tra le due tifoserie, costruita su decenni di rispetto sportivo. In Argentina, il River ha storicamente rapporti amichevoli con squadre come il Vélez Sarsfield e il San Lorenzo, mentre la rivalità più accesa rimane quella con il Boca Juniors – la classica “Superclasificación” che divide Buenos Aires e l’intero paese.
Il River Plate è gemellato con il Torino?
Sì, il gemellaggio tra River Plate e Torino è uno dei più noti nel calcio mondiale, celebrato da entrambe le comunità di tifosi. Le origini di questo legame risalgono ai periodi in cui calciatori argentini militarono nel Torino degli anni Quaranta e Cinquanta, creando un ponte affettivo che dura ancora oggi. Non si tratta di un gemellaggio ufficiale tra club quanto di un’intesa radicata nelle tifoserie organizzate.
Come è nato il gemellaggio con il Torino?
Il legame si consolidò quando calciatori provenienti dal River si trasferirono al Torino, contribuendo alla leggenda dei “Grande Torino” e degli anni d’oro del club italiano. La comune tradizione di calcio offensivo e di tifo popolare completò un’identificazione che i tifosi di entrambe le parti riconoscono ancora oggi.
Il legame River-Torino trascende il calcio: è un ponte culturale tra l’Argentina e l’Italia costruito su generazioni di rispetto reciproco tra le curve.
Qual è la traduzione in italiano di “River Plate”?
La traduzione letterale di “River Plate” è “Fiume della Plata”. In italiano si usa comunemente l’espressione abbreviata “Rio de la Plata”, che indica il grande estuario formato dalla confluenza dei fiumi Uruguay e Paranà prima di sfociare nell’Oceano Atlantico. Il club prende il nome dalla posizione geografica degli inizi: i suoi fondatori, operai italo-britannici, giocavano nei pressi di quella zona portuale di Buenos Aires.
Perché si chiama River Plate?
Il club nacque il 25 agosto 1901, fondato da dipendenti della compagnia ferroviaria Buenos Aires Great Southern Railway. Il nome rifletteva l’ambiente circostante: la sede sociale era in Carranza 759, vicino alla stazione River, che a sua volta prendeva il nome dal vicino Rio de la Plata. Da quel dettaglio geografico nacque un’istituzione sportiva destinata a diventare una delle più decorate al mondo.
Cosa significa River Plate in spagnolo?
In spagnolo “River Plate” si pronuncia esattamente come si scrive, con l’accento sulla prima sillaba. Il significato letterale è “Piatto del fiume” o più correttamente “Fiume della Plata”, dove “Plate” non indica un oggetto da tavola ma deriva dall’inglese “plata” (argento), riferendosi al metallo che i colonizzatori cercavano lungo le rive di quel grande corso d’acqua.
La telecronaca di Stefano Borghi
La telecronaca di Stefano Borghi durante la partita River Plate–Belgrano del 26 giugno 2011 è diventata uno dei momenti più iconici della storia del giornalismo sportivo italiano. Durante il collegamento televisivo, mentre i giocatori del River piangevano in campo, Borghi interruppe la narrazione con una frase che da allora è entrata nel lessico calcistico nazionale: “Non c’è più niente da dire, il River Plate è in Serie B. Sta piangendo anche il ‘Tucumano’ Pereyra”.
“Non c’è più niente da dire, il River Plate è in Serie B. Sta piangendo anche il ‘Tucumano’ Pereyra.”
— Stefano Borghi, telecronaca River Plate–Belgrano, 26 giugno 2011 (fonte: Cronache di Spogliatoio)
Secondo Cronache di Spogliatoio, quel momento rappresenta “una delle telecronache calcistiche più iconiche di sempre legate al calcio sudamericano”. La voce rotta di Borghi, l’immagine di Pereyra in lacrime, la certezza di un risultato irreparabile – tutto concorse a creare un frammento di memoria collettiva che va oltre il calcio.
“Il 26 giugno 2011 fu il momento più critico e triste dei 115 anni di storia del River Plate.”
— ESPN Deportes, retrospettiva a cinque anni dal descenso
La frase di Borghi funziona come formula magica: in due frasi riassume un tracollo sportivo, un’emozione autentica e un personaggio specifico – Pereyra – che da quel giorno rappresenta la tragicità di un’intera generazione di calciatori costretti a vivere un momento che nessuno avrebbe mai immaginato possibile per il River Plate.
Gli incidenti e le conseguenze
La retrocessione del River Plate non fu solo una catastrofe sportiva ma provocò violenti scontri tra tifosi e forze dell’ordine. China Daily documentò come le strade intorno allo stadio Monumental si trasformassero in campi di battaglia, con decine di feriti tra manifestanti e poliziotti. La partita di ritorno fu sospesa brevemente a causa degli incidenti, e lo stadio stesso fu successivamente chiuso dalle autorità.
Secondo Wikipedia, 68 persone rimasero ferite durante gli scontri all’interno e all’esterno del Monumental. La violenza degli ultrà argentine, già nota nel calcio mondiale, raggiunse quel giorno un livello che costrinse le istituzioni a prendere provvedimenti straordinari. Lo stadio fu sospeso dalle autorità proprio a causa della gravità degli eventi legati alla retrocessione.
La tragica ironia di quella giornata sta nel contrasto tra l’indifferenza del sistema sportivo argentino – che con le sue regole di media punti triennali aveva reso possibile un evento considerato impensabile – e la reazione emotiva dei giocatori, dei tifosi e dei cronisti chiamati a testimoniare la caduta di un gigante.
La rinascita e il ritorno
Dopo la retrocessione, il River Plate reagì in modo inatteso: Matías Almeyda, ex giocatore promesso sposo della panchina, assunse il ruolo di allenatore mentre era ancora in attività come calciatore, guidando la squadra nella difficile stagione in Primera B Nacional. La determinazione del gruppo, unita alla qualità della rosa, portò alla conquista immediata della promozione.
Il 23 giugno 2012, battendo 2-0 l’Almirante Brown, il River Plate tornò nella massima divisione argentina dopo appena dodici mesi di esilio. Dal 5 agosto 2012, il club riprese il suo posto in Primera División, iniziando un ciclo vincente che avrebbe portato a nuovi trionfi nazionali e continentali – una redenzione sportiva che trasformò il 26 giugno 2011 da data maledetta a punto di partenza di una nuova era.
Vantaggi
- Ritorno immediato in Primera División dopo una stagione.
- Rinascita con Matias Almeyda in panchina.
- Ciclo vincente post-2012 con titoli nazionali e internazionali.
Svantaggi
- Prima retrocessione nella storia del club – stigma permanente.
- Incidenti con 68 feriti e chiusura dello stadio Monumental.
- Giocatori giovanissimi segnati psicologicamente dall’esperienza.
La parabola del River Plate tra il 2011 e il 2012 dimostra che nei club con storia e struttura, la caduta può diventare catalizzatore di rinascita – ma il prezzo emotivo pagato da quella generazione di giocatori resta una ferita mai del tutto rimarginata.
Il River Plate retrocesso nel 2011 rappresenta il paradosso del calcio argentino: un club definito “El Millonario”, abituato a vincere, costretto a confrontarsi con la Segunda División. E proprio da quel baratro nacque la rinascita che, negli anni successivi, avrebbe riportato il club ai vertici del calcio continentale.
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Domande frequenti
Il River Plate è mai retrocesso prima del 2011?
No, prima del 2011 il River Plate non era mai retrocesso nella sua storia, iniziata nel 1901. La retrocessione del 26 giugno 2011 fu la prima in 110 anni di storia del club.
Quanto tempo è rimasto il River Plate in Serie B?
Il River Plate rimase in Segunda División argentina (Primera B Nacional) per una sola stagione: dalla retrocessione del giugno 2011 alla promozione conquistata il 23 giugno 2012.
Dove posso vedere il video del Tucumano Pereyra che piange?
Il video della telecronaca di Stefano Borghi con la frase “Non c’è più niente da dire” circola ampiamente sui social media italiani, in particolare su Instagram e YouTube, spesso condiviso come reel o montaggio che combina le immagini dell’epoca con la traccia audio originale della telecronaca.
Qual è la differenza tra River Plate e Boca Juniors?
Il Boca Juniors è il rivale storico del River Plate: insieme disputano la “Superclasificación”, considerata la rivalità calcistica più intensa al mondo. Il Boca è tradizionalmente identificato con il quartiere popolare di La Boca, mentre il River ha radici più borghesi nel barrio di Núñez. Storicamente il Boca rappresenta il calcio del popolo, il River quello delle classi medio-alte.
Il River Plate ha vinto la Serie B dopo la retrocessione?
Il River Plate non disputò un “campionato di Serie B” nel senso italiano, ma vinse la Primera B Nacional 2011-12, conquistando matematicamente la promozione con diverse giornate di anticipo e tornò in Primera División il 23 giugno 2012.
Cosa significa “Non c’è più niente da dire”?
Nel contesto della telecronaca di Borghi, “Non c’è più niente da dire” significa che la retrocessione è definitiva e innegabile: ogni discussione, ogni speranza residua, è ormai chiusa. La frase esprime la resa totale di fronte all’evidenza del risultato, e da allora è diventata un modo di dire italiano per descrivere qualsiasi situazione irrimediabile.
Chi retrocede in Serie B dalla Serie A?
La domanda si riferisce al sistema italiano, dove le ultime tre squadre della classifica di Serie A retrocedono in Serie B a fine campionato. Nel caso del River Plate, si tratta di un sistema diverso: in Argentina la retrocessione è determinata da una media punti calcolata su tre stagioni, e lo spareggio contro una squadra di Prima B Nacional decise il destino del club nel 2011.
Per gli italiani, “Non c’è più niente da dire, il River Plate è in Serie B” rimane una delle frasi più evocative della storia del calcio – una telecomunicazione diventata patrimonio della memoria collettiva sportiva, un promemoria che anche i più grandi club possono cadere. Per il calcio argentino, il 26 giugno 2011 resta la ferita più profonda della sua storia moderna.

Tom Caldwell
Tom Caldwell è Responsabile dei Dati Sportivi e delle Statistiche di MatchWire. Con un background nei database sportivi e nei servizi di dati, verifica punteggi, classifiche e record storici prima della pubblicazione e gestisce i centri partita in tempo reale che costituiscono il cuore del sito.
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